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Raffaele Valletta

a cura di: Raffaele Valletta
EMOZIONE e RAGIONE
Le nuove modalità di comunicazione nell'era della qualità totale
Formazione e università
Anno: 2012
Pagine: 195 | Formato: 15,5x23 cm | Copertina:
Editore:
Isbn 9788897686026
Non si desidera mai ardentemente ciò che si desidera
solo con la ragione.

François de La Rochefoucauld


Nato per suscitare spunti di riflessione su problematiche e potenzialità del mondo della comunicazione, questo libro vuole essere un supporto alla produzione di buone idee.
Un invito a guardare contemporaneamente al passato e al futuro per chi ha fatto di questo ambito la propria vita e a tutti coloro che si stanno avvicinando alla comunicazione e alla pubblicità.
In un contesto di grandi mutamenti sociali ed economici, in cui lo sviluppo delle tecnologie apre nuove porte, autori differenti che tutti i giorni hanno a che fare con il mondo della comunicazione si confrontano sulle sue sfaccettature perché le buone idee non si improvvisano.

Raffaele Valletta
“La nuova sfida consiste quindi nello sviluppare quello che viene definito l’insight ovvero l’atto creativo: acquisire grande conoscenza e poi metterla continuamente in discussione attraverso i continui stimoli esterni.
In questo momento storico di crisi economica e sociale, la comunicazione risulta essere uno degli importanti strumenti per riscoprire il mondo e per mutarlo grazie all’apporto dell’utopia, dei sogni, della narrazione, della creatività applicata alla quotidianità, dell’innovazione nei processi di produzione e di comunicazione.
A volte si associano i creativi a personalità schizofreniche considerando quella velocità nel passaggio improvviso da uno stato di quiete ad uno di forte eccitazione, propria dell’elaborazione. I creativi, però, possiedono un’affascinante marcia in più, ed essa risiede nella capacità di orientare il pensiero laterale verso percorsi produttivi e positivi.”

Romano Billet
“La strategia è l’elemento principe, all’origine di ogni azione e di ogni proposta di comunicazione in chiave di marketing, orienta e guida il dialogo con il consumatore, si preoccupa di esaminare e approfondire che cosa fa il prodotto e perché i consumatori lo possono scegliere fra le tante presenze nel mercato. Scrive Sergio Zyman, già chief marketing officer di Coca Cola: “una strategia efficace comincia con un esame completo del DNA della marca, primo mattone della costruzione che determina come i vostri consumatori vi vedono e come la vostra marca è compatibile con i loro bisogni”.
Se non si ha un’idea precisa di come muoversi e come offrire al consumatore il motivo di acquisto, non c’è nessuna tattica o forma di seduzione occasionale che possa ottenere il suo favore o fargli avere la percezione della qualità, apprezzare la personalità della marca e mantenere la fedeltà nella scelta.
“A coniare il termine “creativity” è stato J.P. Guilford nell’intento di definire una speciale caratteristica della persona. Guilford considera due forme di pensiero : il pensiero convergente, per cui l’intelligenza opera scelte secondo un ragionamento di tipo convenzionale (hoc post hoc ergo propter hoc) e il pensiero divergente, che contempla soluzioni inconsuete ai problemi senza porsi limiti di logica. La creatività nella comunicazione appartiene al secondo tipo.”

Pasquale Diaferia
“Paradossalmente l’obiettivo di questo saggio è ricordare che la cultura, la capacità di conoscere le soluzioni del passato e di riapplicarle al contemporaneo fanno la differenza. E questa abilità non è replicabile da un computer, nemmeno a quello a cui si alimenti il più ricco database.
Sapersi guardare alle spalle e produrre qualcosa di nuovo è attività non meccanica o digitale. Ma solo un processo inaspettato e quasi magico che solo una macchina riesce a produrre: il cervello umano, guidato in libere associazioni dalla propria capacità di mettere assieme ogni volta in modo originale gli stessi ingredienti. Alla fine, l’unica vera ragione per pagare così tanto questi fastidiosi ed irritanti creativi, capaci solo di costruire il loro futuro guardandosi alle spalle, è che questi ragazzacci sono davvero irripetibili, uno per uno.”

Enrico Finzi
“Ebbene, la nettissima maggioranza delle ‘lei’ pretende anzitutto che oggi le donne in Italia siano presentate come persone intelligenti e capaci di ragionare (77%), attive e impegnate (71%), autonome e indipendenti (69%), forti e sicure di sé (57%), allegre e vitali (56%), simpatiche e divertenti (56%), valide e positive (56%), ottime madri (55%), moderne ed evolute (53%): dunque, come persone, come individui ricchi di qualità e di positività, vivaci e pieni d’esperienze, né deboli né passivi.
All’opposto, è fortissimo il rigetto di un’immagine sociale delle donne come fragili e incerte (non lo vuole ben il 94% delle Italiane), aggressive e dominatrici (il ‘no’ è del 93%), sexy ed erotiche (84%), tradizionali (83%), semplici e ‘acqua e sapone’ (75%), sensuali e seduttive (qui il rigetto è del 66%).
Alcune caratteristiche, invece, sono apprezzate da minoranze di rilievo: il 47% amerebbe che le donne fossero raccontate come capaci di vivere senza un uomo che le guidi, ricche di calda umanità (45%), dolci e tenere (39%), impegnate a favore degli altri (anche nel volontariato: 35%), pure brutte ma di valore (35%).
Al fondo, la netta maggioranza (57%) auspica una rappresentazione sociale delle Italiane quali persone vere e reali, non certo come ideali modelli da imitare (24%)”
Da due sondaggi commissionati al mio istituto AstraRicerche da una nota marca del largo consumo Farmaceutici Dott. Ciccarelli: il primo, sulla popolazione italiana, è stato realizzato tramite 1.008 interviste, Cera di Cupra della te CAWI (Computer Aided Web Interviewing) a un campione rappresentativo dei 18-60enni; il secondo è stato effettuato, sempre all’inizio del 2010, tramite 566 interviste CAWI a un campione di giornalisti (54%) e di professionisti della comunicazione commerciale (46%) e cioè pubblicitari, esperti di relazioni pubbliche e di direct marketing, ecc..

Francesco Gallucci
“Utilizzando la metafora del paesaggio come spazio teatrale, nel quale i riferimenti sono le scene e i simboli diventano linguaggio culturale, le persone e la stessa società diventano attori che recitano le proprie storie. La forza del paesaggio e in particolare di quello multiforme del nostro Paese sta proprio nella sua dimensione teatrale, nella sua capacità di creare e ri-creare il linguaggio e di essere un tramite da il guardare e l’agire in un continuum di comunicazione che non riguarda solo l’attrazione del luogo sul piano turistico ma la sua capacità di contribuire espressione culturale, proprio come avviene per il linguaggio. Le ricadute e la portata sulla comunicazione, in particolare quella che vive nei new media, è difficilmente immaginabile”

Vito Gallotta
“nytimes.com” e “washingtonpost.com”:qualità dell’informazione e innovazione tecnologica nell’era del Web.
In onore di Sir Tim Berners-Lee che il 6 agosto 1991 lanciò il World Wide Web e lo destinò alla libera utilizzabilità di ogni persona, non registrando il relativo brevetto.
“Il giornalismo in tutto il mondo sta vivendo un periodo di grandi trasformazioni con il passaggio dalla stampa al digitale, che potrebbe concludersi, come si è già da più parti ipotizzato, con la scomparsa del giornale a stampa o, quanto meno, con un suo drastico ridimensionamento. “nytimes.com” e “washingtonpost.com”:qualità dell’informazione e innovazione tecnologica nell’era del Web.
In onore di Sir Tim Berners-Lee che il 6 agosto 1991 lanciò il World Wide Web e lo destinò alla libera utilizzabilità di ogni persona, non registrando il relativo brevetto”

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