Design italiano: Giovanni Pintori, la severa tensione tra riserbo ed estro

giovanni pintori fausto lupetti editore

“Ho sempre creduto nella forza delle idee semplici e nell’esigenza di una lingua chiara e immediata e realmente accessibile a tutti; una lingua intesa a migliorare il gusto medio. Questo è l’obbiettivo che mi sono posto molto tempo fa.”
Giovanni Pintori

Giovanni Pintori (Tresnuraghes 1912, Milano 1999) è l’emblema del design italiano  tra i più noti, stimati e ammirati internazionalmente. Vincitore di ambiti premi in tutto il mondo, i suoi impressionanti lavori hanno dato vita all’immagine Olivetti e sono un punto di riferimento emblematico nella storia del design del XX secolo.

Le grafiche più celebri di Giovanni Pintori prendono vita nel nuovo e incredibile booktrailer , realizzato da Marco De Benedictis. Un omaggio al maestro sentito e ispirato.

Giovanni Pintori, la severa tensione tra reserbo ed estro. from MadB on Vimeo.

.

giovanni pintori design italiano
Pur essendo un punto di riferimento emblematico nella storia del design del ventesimo secolo, non era ancora stato affrontato uno studio approfondito che esplorasse l’attività professionale e artistica di Pintori. Questo progetto di ricerca nasce proprio dalla primaria necessità di colmare una lacuna che non rende giustizia né alla memoria dell’artista, né alla cultura nazionale del design. Il volume è il risultato di una rigorosa indagine che scava a fondo gli ambiti biografici e professionali di Pintori. Fornisce il contributo attualmente più completo sulla sua figura svelandosi come un inedito approfondimento monografico e come la raccolta più ampia e dettagliata delle opere realizzate, dalle più note, ai rari inediti.
Con le sue 200 illustrazioni a colori e la sua stampa pregiata, questo libro non potrà che diventare un punto di riferimento per addetti ai lavori e appassionati di grafica.

 

 

Elio Vittorini scrive sulla pubblicità di Olivetti e i primi lavori di Pintori.
“Certo, dietro a queste tavole, c’è uno scopo che resta, in definitiva, quello comune di ogni pubblicità. Pure, gli autori delle tavole hanno lavorato senza tenerlo presente: tenendone presente uno molto più immediato: creare immagini che riuscissero a durare nell’uomo e a vivere in lui. È lo stesso scopo altamente ambizioso di un poeta, di un pittore. Ma se solo l’arte può qualificare, e far durare, far vivere, ottenere l’impegno dell’uomo, la pubblicità deve essere arte”

“ La pubblicità deve essere arte” una apertura alla società dei consumi, alla comunicazione come cultura, insopportabile e incomprensibile per la sinistra di allora. Il testo di Vittorini è praticamente sconosciuto ma spiega bene cosa ha potuto succedere con Alicata e Togliatti nel ’47 quando il PCI chiude “il Politecnico “ a seguito della polemica con Vittotini sul rapporto tra politica e cultura.”

Giovanni Pintori lascia la sua Sardegna nel 1930, anno in cui vince una borsa di studio che gli consente di frequentare il corso di grafica pubblicitaria diretto da Nizzoli e Persico presso l’Isia di Monza. Nel 1936, appena diplomato, è chiamato a collaborare all’interno della Olivetti. Qui comincia la folgorante carriera professionale e artistica che lo farà diventare uno dei designer italiani più noti a livello internazionale. Gli viene assegnata la Palma d’Oro per la pubblicità (1950); diviene socio dell’Agi ed espone al MoMA di New York (1952) e al Louvre di Parigi (1955); riceve il Certificate of Excellence dell’Aiga (1955) e la medaglia
d’oro della Fiera di Milano (1956); ottiene il Gran Premio della Triennale di Milano (1957) e il Certificate of Merit da parte dell’Art Director Club di New York (1964); gli vengono dedicate svariate mostre tra cui una memorabile personale a Tokyo nel 1967.

 

 

giovanni pintori fausto lupetti editore