BRAND, ECCO TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE

brand 111 fausto lupetti editore

Oggi sentir parlare di Marketing o Branding è una cosa diffusa, quasi quotidiana, ma succede spesso di fare una certa confusione di termini e pertinenza. Questo libro vuole fare chiarezza: e rispondere a chi chiede : Cos’è un Brand? 111 domande accompagnate da 111 risposte, e ognuna da un commento visivo, illustrativo inteso a complemento proprio con la volontà di essere specchio del testo.

L’oggetto che ne risulta è un libro di parole e immagini costruito da  Elio Carmi uno dei maggiori esperti italiani  di Branding docente al Politecnico di Milano.

“Brand111” è la conferma di una tesi che mi vede concorde con l’autore- scrive Alessandro Ubertis nella prefazione- come dal bruco nasce la farfalla, capace di volare e di far sognare, così dal marchio e dai mille anni di cultura del segno è nata la marca, il sistema che permette all’impresa di essere identificata, desiderata, sognata.

Un altro indiscutibile punto di forza caratterizza questo volume: esso non si sarebbe realizzato senza il confronto concreto con la realtà quotidiana del lavoro, con i problemi reali di chi è tutti i giorni sul campo di battaglia delle Marche, dove la teoria si incontra e si scontra con la pratica. È un testo che si può leggere in molti modi, tutto di seguito o aprendolo a caso, pescando le domande e leggendo subito le risposte.
Lo “Brand 111” pubblicato in questi giorni dall’Editore Fausto Lupetti si può utilizzare come un vocabolario per capire il senso delle parole nel lessico di chi inventa e usa le marche per comunicare oppure lo si può leggere dalla metà, o dall’ultima domanda per poi tornare all’inizio.
Si può anche non essere d’accordo con l’autore o condividere solo in parte le sue tesi, esattamente come deve fare una marca lasciando ai suoi stakeholders la più ampia possibilità di fruizione, e quindi anche la sua aperta e dialettica critica. Ciò che importa è trarne un beneficio, una nuova conoscenza, nella consapevolezza che con le Brand, con le Marche abbiamo a che fare tutti i giorni.
Forse, però, la forma più consigliabile per la consultazione del libro è quella di seguire il percorso stabilito dall’autore. Così, come le briciole di Pollicino indicano la via di casa, le 111 domande conducono alla coscienza del ruolo della marca all’interno del quotidiano che circonda ciascuno di noi e che ci riguarda anche per il futuro.

Per i lettori di Affaritaliani un’anticipazione “Meno consumatore più persona” (Fausto Lupetti Editore)

“È ciò che è accaduto e sta accadendo. La dimensione della rete, l’innesco del web 2.0 e delle fasi successive, ha dato il via alla conoscenza e alla condivisione diffusa. Se prima la Marca definiva il suo linguaggio unilateralmente, oggi lo scambio tra chi usa e chi produce è costante e trasversale, ed è sempre più dialettico, bilaterale se non multilaterale. Ciò che conta, nella relazione, è e sarà l’affidabilità e la reputazione. In tal senso i social network sono sempre più determinanti. Anche in questo caso la dimensione interpretativa, tipica del processo di design che unisce istanze materiali e immateriali, tangibili e intangibili, può facilitare la comprensione e le richieste della moltitudine a sua volta segmentata in singoli, gruppi, tribù, mercati, a loro volta sovraesposti a miliardi di informazioni e dati spesso inaffidabili. Tutto ciò determina ulteriormente l’importanza e la centralità del rispetto per i valori di Marca e il modo in cui questi vengono interpretati attraverso il design strategico, che si conferma lo strumento principale per un’attuazione corretta e scientifica del processo di Branding. Sulla rete ci si può appoggiare, può essere la fonte di connessioni e conoscenze, offrire passaggi e punti di contatto; ma può anche irretire, avvolgere, offuscare. Al centro ci sono sempre le Persone. La sovrabbondanza di dati e il loro controllo sono le due facce della stessa medaglia che nel loro sviluppo vanno ponendo molte domande etiche, giuridiche, sociali.”

fonte: affaritaliani.it

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